Alcuni mesi fa vi avevamo raccontato di una tesi di laurea che analizzava, tra le case history, anche Webpassion.
Il dottor Diego Spessotto, autore dello studio, ci ha gentilmente messo a disposizione la parte della sua analisi relativa al nostro blog.
Con piacere la pubblichiamo: la lettura è un pò lunga ma, vi assicuriamo, molto interessante.
Il primo blog aziendale Veronese: il WebPassion di Effelle.com
Ciò costituisce anche la motivazione principale per cui è stato realizzato il blog aziendale Webpassion. Esso è nato nel luglio del 2006: i primi mesi hanno offerto il tempo per testare meccanismi e dinamiche e, a pieno regime, il weblog è decollato nel gennaio 2007. [..]
Interessante è sottolineare che in un tempo così breve è stato capace di catturare l’attenzione di molti visitatori. Infatti negli ultimi 5 mesi registrato quasi 3600 visite, un buon numero e in costante crescita. [..]
WebPassion è apparso di recente nella blogosfera e come racconta Simone Lanza, ideatore del progetto e titolare dell’agenzia Web Effelle “…ho scelto di creare WebPassion per stimolare la riflessione attorno ad Internet, raccogliere idee, mostrare che le grandi potenzialità della Rete possono concretizzarsi anche nei piccoli centri e non esclusivamente all’estero”.
Ciò anche in considerazione del fatto che rappresenta il primo blog di questa tipologia apparso nel Veronese e, nonostante l’azienda non goda di eccessiva visibilità in quanto di piccole dimensioni, “… abbiamo avuto il piacere di essere citati e linkati da portali nazionali del settore e questo conferma la bontà del nostro progetto”.
WebPassion rappresenta quindi un’iniziativa di sicuro interesse nata con forte entusiasmo e un buon grado di coinvolgimento da parte di tutti coloro impegnati nella creazione e nella proposta degli argomenti da trattare.
Le motivazioni che stanno alla base della realizzazione del blog sono da ricercare sicuramente nella consapevolezza dell’impresa delle potenzialità dello strumento. In particolare nella possibilità di avere a disposizione un mezzo che consente un dialogo con i lettori basato su una comunicazione interattiva, veloce e informale. Si aggiunga a questo un interesse per le capacità del weblog di posizionarsi sui motori di ricerca e l’opportunità che offre nella distribuzione di contenuti attraverso il sistema dei feed. È fondamentale infine per l’azienda la capacità dei diari on line di essere un mezzo “caldo” e umano, qualcosa di simile ad una “chiacchierata tra individui”.
Ecco perché nel caso di Effelle il blog non può essere collocato né come uno strumento interamente a supporto del marketing, né della comunicazione organizzativa.
Esso infatti si colloca come sostegno ad entrambi: il raccontarsi attraverso un diario on line diventa occasione di promozione dell’azienda.
Tuttavia questa “pubblicità” è molto lontana da contenuti puramente commerciali ma dettata esclusivamente dall’espressione di expertise, know how e calore umano.
Diversamente, gli obiettivi pianificati nel momento in cui si è deciso perseguire con questo mezzo sono stati:
- visibilità
- condivisione con altri esperti del settore
- fidelizzazione di navigatori e clienti
È doveroso affermare che questi, pur con gradi e intensità differenti, sono stati pienamente raggiunti. Ciò anche in riferimento alla risposta del pubblico: un riscontro certamentepositivo non solo per il numeri di visitatori, ma anche per la qualità delle visite e dei feedback.L’azienda ha registrato molta curiosità, interesse e un buon ritorno dei lettori con link e citazioni su vari siti.
Quindi WebPassion è stato sicuramente importante per incrementare la visibilità dell’azienda. Tuttavia, quello che sorprende, è che a fronte di moltissimi contatti le risorse impiegate non sono elevate; il blog infatti è seguito da una persona (content manager interno) per circa 5 ore alla settimana.
Dunque per ottenere risultati ragguardevoli non è sempre obbligatorio investire grandi capitali. Così Effelle concentra i suoi sforzi sulla qualità del blog, in particolare su di un linguaggio volutamente non troppo tecnico, sulla ricerca di argomenti interessanti per un pubblico ampio (non solo esperti di web) e su uno stile anche informale per raccontare l’azienda.
Tuttavia il caso in considerazione non è il blog perfetto; esso al pari di altri non può contare su di un aggiornamento quotidiano dei post. Inoltre come già precedentemente
citato da Mauro Lupi, non vi sono mai, in questo settore dei punti di arrivo, ma sempre margini di miglioramento.
Nonostante ciò WebPassion si dimostra un’iniziativa riuscita molto bene e per il futuro vi è da parte dell’azienda la volontà di impegnarsi in una maggiore multimedialità: è infattiin progetto un podcast. Questo è una sorta di rubrica regolare contenenti soluzioni video per arricchire il blog e per consentire all’azienda di essere ancor più visibili e riconoscibili dai lettori. I sistemi per creare WebTv sono ormai user friendly e diffusissimi; Internet infatti corre veloce e ciò deve costituire per Effelle il prossimo passo per restare in linea con la concorrenza.
A ciò si può aggiungere quanto affermato da Lanza il cui auspicio è quello di riuscire a creare “… una maggiore interazione con gli utenti, non più semplici lettori ma veri protagonisti, e un coinvolgimento attivo di aziende e associazioni nel dibattito, per capire come e quanto Internet possa essere incisivo nella loro esperienza quotidiana”.
Coerentemente con quanto illustrato precedentemente, anche in questo caso si è approfittato del confronto con un esperto del settore per avere maggiori chiarimenti sul blogging aziendale in genere. Il Dottor Ferrari infatti individua come principale vantaggio del weblog aziendale “… su tutti il dialogo e il calore umano: ora come ora non esiste un altro strumento Internet così immediato, ricco e “caloroso” come il blog.
Esso può essere molto utile anche per incrementare la reputazione di un’impresa, in quanto se è “reale” e di non facciata, lascia trapelare un maggior interesse nei confronti del cliente e la voglia di dialogare con lui, mettendosi, ove necessario, in discussione. E sinceramente non vedo svantaggi per questo nuovo mezzo di comunicazione: si legge spesso di aziende che hanno paura di rischiare la faccia aprendo un weblog ma non trovo ragioni in questi timori.
Credo invece che gli utenti/consumatori cerchino la vicinanza e non apprezzino affatto la distanza. Si gioca alla pari insomma ed è una situazione da apprezzare, non da temere”.
Interessante è anche la sua posizione a proposito di quello che è il raffronto del blog con l’e-mail o con il sito. Egli infatti sostiene che “… il blog va visto in sintonia: non può sostituireun sito web o la comunicazione via e-mail, rappresenta un’opportunità nuova di interazione da vedere in completa armonia con gli altri strumenti esistenti. Credo che il weblog non“ucciderà” né sostituirà le altre forme di comunicazione web”.
Secondo Ferrari infine le ragioni per cui le imprese italiane sono ancora restie ad utilizzare il blog sono da ricercare “…nella paure di ricevere critiche, nell’incapacità di trovare il tempo necessario per seguirlo, nell’opinione troppo spesso diffusa che costituiscono una moda passeggera ed uno spreco di risorse. A mio parere però il futuro di Internet passa anche per questo nuovo modo di comunicare faccia a faccia”.
E ora che si fa?