Un esame che contiamo di aver superato brillantemente
Diego Spessotto, uno studente dell’ Università di Verona, ci ha invitato a partecipare alla sua tesi sui blog aziendali.
Abbiamo aderito con piacere, ecco il suo questionario e le nostre risposte:
Quando è stato attivato il blog aziendale?
Webpassion è nato nel luglio del 2006: i primi mesi hanno offerto il tempo per testare meccanismi e dinamiche. A pieno regime, il nostro weblog è decollato nel gennaio 2007.
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Quali sono state le reazioni all’interno dell’impresa? Scetticismo, perplessità o entusiasmo?
Sicuramente entusiasmo e un buon grado di coinvolgimento nella creazione e nella proposta degli argomenti da trattare.
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Quali sono le motivazioni alla base della realizzazione del blog aziendale?
Sicuramente la consapevolezza delle potenzialità del weblog: comunicazione interattiva, veloce, informale, possibilità di dialogare con i lettori. Troviamo interessante poi le capacità di posizionamento sui motori di ricerca e la distribuzione dei contenuti attraverso il sistema dei feed. Fondamentale infine la capacità del weblog di essere un mezzo “caldo” e umano, qualcosa di simile ad una chiacchierata tra individui. Sottoscriviamo insomma pienamente il Cluetrain Manifesto.
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Quali gli obiettivi prefissati? Quali di questi sono stati raggiunti?
Gli obiettivi di Webpassion sono visibilità, condivisione con altri esperti del settore, fidelizzazione di navigatori e clienti. Pur se con gradi diversi possiamo dire di aver raggiunto tutti e tre queste mete.
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Quale è stata la risposta degli utenti/clienti?
Positiva: ci interessa il numero ma anche la qualità delle visite e dei feedback. Finora abbiamo registrato curiosità, interesse e un buon ritorno dei lettori, con link e citazioni su vari siti.
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Se riuscite a misurare il numero di contatti, quanti sono? Siete soddisfatti dei risultati oppure vi aspettavate qualche cosa di più?
Dati alla mano, negli ultimi 3 mesi abbiamo ricevuto quasi 3600 visite, una buon numero e in crescita. Si, le nostre attese sono state pienamente confermate.
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Quali sono secondo Lei i punti di forza e di debolezza del Vostro blog?
I punti di forza: il linguaggio volutamente non troppo tecnico, la ricerca di argomenti interessanti per un pubblico ampio (non solo esperti di web), lo stile anche informale nel raccontare la nostra azienda.
I punti deboli: l’aggiornamento non quotidiano dei post , non sempre possibile. Più in generale, margini di miglioramento esistono sempre e dovunque.
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Se è possibile saperlo, quante sono le risorse impiegate sia in termini di costi che di tempo?
Mediamente e con una certa approssimazione Webpassion è seguito da una persona (content manager interno) per circa 5 ore alla settimana.
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Nel Vostro caso ritiene che il blog sia più a sostegno della comunicazione organizzativa o del marketing? Perché?
Direi entrambi: il nostro raccontarci attraverso il blog diventa occasione di promozione della nostra azienda. Una promozione tuttavia molto lontana da contenuti puramente commerciali ma dettata dall’ espressione di expertise, know how e calore umano.
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Secondo Lei offre più o meno vantaggi il blog rispetto alle e-mail o al sito? Perché?
Il blog va visto in sintonia: non può sostituire un sito web o la comunicazione via email, rappresenta un’opportunità nuova di interazione da vedere in completa armonia con gli altri strumenti esistenti.
Credo che il weblog non “ucciderà” né sostituirà le altre forme di comunicazione web.
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Quale è secondo Lei il più principale vantaggio del blog aziendale? E quale lo svantaggio?
Su tutti il dialogo e il calore umano: ora come ora non esiste un altro strumento Internet così immediato, ricco e “caloroso” come il blog.
Sinceramente non vedo svantaggi: si legge spesso di aziende che hanno paura di rischiare la faccia aprendo un weblog ma non trovo ragioni in questi timori. Credo invece che gli utenti/consumatori cerchino la vicinanza e non apprezzino affatto la distanza. Si gioca alla pari insomma ed è una situazione da apprezzare, non da temere.
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Ritiene che il blog incida sulla reputazione dell’impresa? Se sì, in che modo?
Sicuramente, anche per i motivi di cui parlo nella risposta precedente. Il weblog (se “reale” e di non facciata) lascia trapelare un maggior interesse nei confronti del cliente e la voglia di dialogare con lui, mettendosi (ove necessario) in discussione.
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Quali sviluppi futuri si auspica per il Suo/Vostro blog?
Una maggior inclinazione alla multimedialità: meditavamo un podcast ma Internet corre veloce e ormai è tempo di progettare soluzioni video, un modo per essere ancor più visibili e riconoscibili dai nostri lettori. I sistemi per creare WebTv sono ormai user friendly e diffusissimi: questo sarà il prossimo passo.
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Technorati nel rapporto 2007 ha censito più di 70 milioni di blog. Perché secondo Lei sono ancora poche le imprese che lo utilizzano?
Credo per le paure di cui dicevo prima, per il tempo necessario a seguirlo (visto come uno spreco, forse), per l’opinione che forse i weblog sono solo una moda passeggera.
Ma il futuro di Internet passa anche (non solo, naturalmente) per questo nuovo modo di comunicare faccia a faccia.
In bocca al lupo a Diego!
ps: a suo tempo anche il sottoscritto aveva dedicato al blog la sua tesi
E ora che si fa?