Vero che l’occhio vuole la sua parte ma non trascuriamo neppure i motori di ricerca.
Anche il template dei blog incide sul posizionamento e in misura importante.
Mi baso su un caso concreto e personale.
A fine luglio 2007 avevo testato su un blog Wordpress (già esistente da alcuni mesi) un nuovo template più user friendly. A partire dal giorno stesso della “sostituzione” ho notato un crollo improvviso delle visite. Ho pensato a qualche movimento tellurico di Google, a cui ci siamo (sic) abituati un pò tutti.
La carestia però è continuata ed è peggiorata: i nuovi articoli non venivano neppure indicizzati. E sappiamo bene che con Wordpress (ottimizzato) il tempo di indicizzazione è anche di uno o due giorni. Invece nulla. Complice la pausa di agosto, ho ripreso in mano il blog a fine mese e ho optato immediatamente per tornare al template precedente: volevo una controprova.
Il dominio non era bannato, tutto era regolare ma anche i post vecchi però erano crollati nelle serp..
Ripristinato il vecchio ho notato i miglioramenti: nel giro di qualche settimana il traffico è tornato ai livelli di un tempo. Tuttavia – anche a distanza di mesi – gli articoli scritti con il template “incriminato” rimanevano sconosciuti a Google (ndr: li ho cancellati e riscritti, e ora fanno capolino nelle ricerche
)
Diagnosi: quel template, particolarmente “intricato” a livello di rimandi e struttura, aveva in un certo senso bloccato o infastidito gli spider. I motori amano la semplicità anche nella grafica e per semplicità non intendo i colori o gli effetti ma i link, il peso e il codice.
Non chiedetemi qual è il template maledetto, non è certo colpa del suo designer: ad un utente disinteressato al posizionamento può andare benissimo. E in effetti graficamente non era niente male
Nel dubbio, tenete e modificate il tema standard di Wordpress.
E ora che si fa?