Più di una moda, Facebook rischia di diventare un piccolo “standard” per gli utenti di Internet: “bisogna” avere email, sito/blog e ora anche un profilo su FB.
Per le aziende e analisti marketing, l’aspetto più goloso è la mole di utenti profilati che la nuova community raccoglie. Come usarli al meglio?
Facebook è una dimensione ancora piuttosto fluida ma alcune ipotesi di lavoro sono già proponibili.
Come Internet company, abbiamo compiuto alcuni test per valutare punti di forza e di debolezza dello strumento.
Condivido alcune osservazioni a caldo.
Complessivamente, come piattaforma pubblicitaria non porta rivoluzioni: il sistema ads rischia di essere piuttosto dispersivo e poco performante. Meglio investire altrove il budget.
Spettacolare invece per chi attua tattiche viral o non convenzionali: il seeding rischia risultati davvero notevoli. La condivisione e l’esposizione su Facebook sono molto interessanti e capillari. Un 2.0 più spinto se vogliamo vederlo sotto questa luce.
Potenzialmente efficaci ma ancora da esplorare pienamente i gruppi: si sviluppano micro community dense e interessate. Attenzione però ad attirare il pubblico giusto o il valore si azzera.
Sulle pagine sono piuttosto scettico, da un punto di vista commerciale intendo. L’interazione è troppo blindata.
In sintesi, Facebook ha grandi potenzialità ma quelle realizzate sono poche. E ultimamente noto scelte sempre meno azzeccate, ma è solo un parere personale.
Teniamolo monitorato.
E ora che si fa?