Colori: la differenza video-carta

Perchè i colori che si vedono sul monitor possono essere diversi da quelli che si vedono su carta?
I depliant, i volantini, e tutto quello che, in generale, viene stampato su carta, può avere i colori alquanto differenti se visualizzati a video.
Questo perchè stampa e video utilizzano due metodi differenti:
- La stampante utilizza i cosiddetti colori [...]

Perchè i colori che si vedono sul monitor possono essere diversi da quelli che si vedono su carta?
I depliant, i volantini, e tutto quello che, in generale, viene stampato su carta, può avere i colori alquanto differenti se visualizzati a video.
Questo perchè stampa e video utilizzano due metodi differenti:

- La stampante utilizza i cosiddetti colori CMYK, ciano (C), magenta (M), giallo (Y) e nero (K) in quella che viene definita “sintesi sottrattiva“, la mescolanza di stimoli di colore che giungono modificati all’occhio. In pratica lo strato di inchiostro usato funziona come filtro per la luce, ne assorbe una parte e lascia passare un’altra. Con l’uso di due colori, per esempio il ciano e il magenta, una parte della luce viene assorbita dal ciano, ed un’altra parte viene invece assorbita dal magenta. In questo risulterà una versione del colore porpora.
Mescolando tutti i colori si ottiene il nero. La presenza del nero (K) serve in quanto la fusione non raggiunge esattamente il colore puro, ma una gradazione di marrone, e per evitare che la cartuccia consumi tutti e tre i colori. In questo modo si possono realizzare la maggior parte della gamma dei colori, ma non tutti.

- Il monitor (e la tv del nostro salotto, per esempio) utilizza invece l’RGB, Rosso (R), Verde (G) e Blu (B) in quella che viene definita “sintesi additiva“. Praticamente la luce viene riflessa dalla superficie e giunge immutata all’occhio. Se usate due superfici, non vi è interferenza tra i fasci luminosi ma l’occhio percepisce il colore risultante dalla mescolanza dei due stimoli.
La somma dei tre colori (quindi tutta la luce riflessa) da il bianco.
Piccola curiosità:
La mescolanza per via spaziale, utilizzata per esempio sulla tv di casa, consiste nel colorare i pixel (che compongono l’immagine) adiacenti a quello che si dovrebbe vedere con colori simili a quello ricercato, in modo che la loro vicinanza (e mescolanza) dia, al sistema visivo, l’impressione di visionare il colore scelto.
La mescolanza temporale invece, come una trottola con molti colori fatta girare molto velocemente, si basa sulla reazione del sistema visivo, che mescola i lampi luminosi che percepisce in breve tempo.
Anche in questo caso viene coperta quasi tutta la gamma, esclusi alcuni colori (come i colori purpurei).

Quindi la modalità con cui vengono ricreati i colori è molto diversa, ma quanto cambia per l’occhio umano?
Dipende… alcune immagini possono variare, in quanto la gamma coperta non è la stessa, e in generale si devono trattare le immagini con le dovute differenze date dai due metodi (per esempio non si può utilizzare una RGB se si vuole stampare in modo fedele, in quanto il risultato sarebbe differente da quello voluto).
Visivamente quindi non c’è grande differenza tra un’immagine stampate in CMYK e una visualizzata su video in RGB, anzi, molti non se ne accorgono neppure, ma è una cosa da tenere in considerazione, soprattutto se si notano delle discrepanze tra le due.

One Comment

  1. Antonio added these pithy words on 19 novembre 2007 | Permalink

    qunado si passa da un immagine descritta in sRGB ad una in appleRGB…si applica una trasformazione lineare al file tale da ottenere un nuovo spazio colore…ma…qual’è il cambiamento che arriva a noi attraverso l’RGB del monitor? qual’è lo spazio colore che più si avvicina al risultato stampato? come si fa a scegliere il profilo destinazione adatto alla mia stampante (in generale) e al mio supporto (foglio di carta)? come faccio a CALCOLARMI TUTTE QUESTE DEVIANZE?

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