Il segreto, quello vero, dei siti di successo

Credits: Mrs Maze
Se state leggendo questo post è piuttosto sicuro che, nella classifica dei vostri desideri, ne sia ben presente uno in particolare: avere un sito di successo.
Avete cercato molte informazioni, letto, studiato per trovare indicazioni e trucchi a riguardo?
Bene, allora è il momento di leggere questo segreto.
Che, sinceramente, è un segreto definitivo e comprende [...]


Credits: Mrs Maze

Se state leggendo questo post è piuttosto sicuro che, nella classifica dei vostri desideri, ne sia ben presente uno in particolare: avere un sito di successo.

Avete cercato molte informazioni, letto, studiato per trovare indicazioni e trucchi a riguardo?
Bene, allora è il momento di leggere questo segreto.
Che, sinceramente, è un segreto definitivo e comprende tutti gli altri.

Così semplice, così ovvio forse ma così efficace.

Eccolo: il sito di successo è il sito utile, in grado di DARE.

DARE: dare informazioni, risposte, consigli. Che tradotto significa: notizie, consulenza, materiali da consultare, ebook, manuali, indicazioni di qualità.

DARE è il segreto.

Il discorso non termina qui: intanto però meditateci. e poi commentate

9 Comments

  1. tormurmilla added these pithy words on 4 luglio 2008 | Permalink

    Concordo in pieno con quanto affermato e con la maggior parte delle cose che leggo in questo sito.
    Un sito/portale deve dare. Le informazioni e le risposte. Nel modo piu’ breve possibile perchè, oggi, nessuno ha piu’ tempo di leggere. Il navigatore si perde tra miriadi di informazioni e volta pagina. Così lo si perde.

    Informazioni coincise, facilmente reperibili, organizzate secondo un criterio preciso, studiato.

    Purtroppo, mi rendo sempre piu’ conto che, ultimamente, si sta affermando il “web facile”…tutti si improvvisano web designer, web master…e non sanno neanche cosa significhi la realizzazione di un sito usabile e ben fatto.

    La cosa spaventosa è che si respira la stessa aria anche nelle agenzie di “comunicazione”! Ma cosa pensano di comunicare con siti in flash e menate varie quando, magari il sito è rivolto ad un target che ancora naviga con la 56K!?

    Complimenti davvero ragazzi. Per questo sito e per le nozioni che avete scelto di condividere con gli utenti e…per i lavori fatti. Continuate così!

  2. Nicola added these pithy words on 5 luglio 2008 | Permalink

    ciao sara, grazie per i complimenti :-)
    hai spiegato bene, molto bene la filosofia che condividiamo e portiamo avanti. e questo fa davvero piacere

  3. Blugo added these pithy words on 9 luglio 2008 | Permalink

    OK
    Pero’ ora ti faccio una domanda precisa (ovviamente con un sorriso )

    Cosa intendi per “sito di successo” ?

    Successo commerciale
    successo di “pubblico”
    alto numero delle visite
    Alto numero di pagine aperte
    Successo “personale” in quanto a soddisfazione “intima”

    Un mix tra tutto mi sembra un po’ banale e non penso che sia la risposta, ma se lo e’ allora parliamo di numeri.

    Un esempio
    un sito come qesto,con queste “intenzioni” che numeri deve fare ,in che range deve collocarsi per potersi definire “di successo”?

    Ovviamente non mi sembra corretto fare domande senza fornire almeno una propria teoria e quindi la “espongo”…..

    E’ ovvio che per poter sperare in un numero dignitoso di visite si debba dare…
    cosa diavolo farebbe tornare un utente (ammesso che chi fa alti numeri faccia anche alti numeri di utenti fissi….) se non la possibilita’ di PRENDERE o l’impressione…di poter prendere qualcosa ?
    Quanto a quelli occasionali provenienti dai motori,che rimangono la stragrande maggioranza dell’utenza di qualsiasi blog di “successo”
    e’ solo e soltanto una questione di numero di articoli
    di loro corretta formattazione
    di un normale traduttore tra i plug
    e di “anzianita’” di servizio.
    Gli articoli potrebbero essere tranquillamente la copia dei primi dieci blog di settore,con testi ovviamente cambiati
    se sono una decina al giorno gli articoli
    in sei mesi si arriva tranquillamente a cifre dignitose di visite occasionali provenienti da motori e la cifra non cambia qualsiasi cosa si faccia per almeo altri sei (parlo di utenze che oscillano tra mille e tremila uniche al giorno ,poi cosa s’intenda per successo….l’ho scritto in forma di domanda all’inizo ovviamente e non a caso ).
    Pronto a dimostrarlo con almeno sei esempi,ma solo se necessario….

    E anche se torna….siamo cosi sicuri che il ritorno significhi consenso in Internet ?

    Io dico di no,
    spesso e’ assolutamente casuale (vedi sopra ) e spessissimo l’utente da molta molta meno importanza alla sua visita di quanta non ne dia il blogger.

    Ma il successo e’ avere un altissimo numero di utenti che prendono qualcosa ?

    Non credo….mi sembra piuttosto banale….

    Se mi metto tutti i giorni a distribuire biglietti da dieci euro avro’ la fila di persone che passano davanti al mio cancello sperando di trovare una banconota…mi sembra ovvio,ma quello e’ successo ?

    Se mi va bene avro’ anche molti “amici” che ringrazieranno e mi daranno una manata sulle spalle ogni volta….esattamente come nei commenti di molti blog…..

    ma che si guardano bene dal “rendere” il favore ricevuto…vogliamo fare un tour nei principali blog di “successo” ?

    Eppure mi sembra abbastanza ridicolo che tutti o quasi siano cosi a corto di idee
    se sono in grado di valutare cosi positivamente le idee di un blog “che da”…..
    e certamente del resto tra gli utenti di un blog di successo molti sono proprio “colleghi”…su che lo sappiamo….
    bene…
    troviamo qualche esempio di collega blogger che entra nei commenti del blog di “successo” e lascia qualcosa in cambio ? (segnalazione…link interessante…programmino da scaricare…applicazione…..idea….QUALCOSA DI SUO INSOMMA….)

    ma quello e’ successo o…..e’ tutt’altro ?
    Sara’ mica lo scambio dei link tra blogger il successo ?
    Spero che si sia arrivati oltre questo vecchio equivoco…..

    NO, non e’ successo
    e’ tutt’altro o certamente e’ altro

    per parlare di successo vero di un blog occorre dare ,ma in modo da provocare un ritorno sullo stesso terreno prima di tutto, e non certo sull’effimero e piuttosto squallidino ritorno pubblicitario “trasversale” o d’immagine professionale…..

    Quindi non tanto DARE
    ma DARE in modo da provocare uno SCAMBIO

    verificare i dati…e allora ok
    e’ vero successo.
    Io lancio dieci “cose” interessanti al giorno e
    ricevo in cambio almeno una, due segnalazioni altrettanto interessanti da parte della mia utenza,
    e allora OK,
    quello e’ successo e anche al di la dei numeri delle visite (solo un esempio )

    Praticamente se ci si guarda attorno solo pochissimi blog possono dire di essere blog di successo.
    Normalmente danno
    sperando di avere in cambio molta utenza distratta (di solito e’ quella che non sa cosa prendere….) e che clicca su adsense.
    Se tutto cio’ e’ dichiarato ci sto…potrebbe essere inteso per successo anche quella situazione.
    In ogni caso
    mi ripeto…
    il successo in un blog (blog….interazione come elemento portante e chiave del progetto ,che piaccia o no rimane la caratteristica prima di un blog.,…) puo’ essere inteso come tale nel momento in cui l’ipotetico consenso presunto dai numeri
    si trasforma in qualcosa di tangibile per il blogger (e in quel senso il ritorno pubblicitario e’ il gradino piu’ basso per quanto alto possa essere….).

    In un blog “personale” e’ evidentissimo….
    io do di me…e ottengo in cambio qualcosa da molti….
    in un blog ad indirizzo “tecnico” vale la stessa logica dopo qualche mese e numeri significativi,
    diversamente
    non e’ successo….
    e quel dare e’ semplicemente offrire a chi approfitta con un sorriso della situazione….
    non lo chiamerei successo…..

    forse quindi non puo’ bastare
    DARE.

    ps
    per esempio io qui ci tornero’ al momento per pura curiosita’ , e ho cercato di ricambiare qualche minuto piacevole che ho passato “sfogliando” il blog “allargando” l’articolo….
    In questo caso anche scrivendo ho preso…ma spero di poter pensare di avere anche dato.
    Allora e’ un commento di successo e se trovero’ emuli…sara’ un articolo di successo quello con tanti e tali commenti..

    Buon proseguimento.

  4. Blugo added these pithy words on 9 luglio 2008 | Permalink

    Mi scuso per il doppio post
    ma l’argomentazione e’ troppo diversa per contenerla in un unico commento
    del resto sto prendendo….
    scrivo perfettamente consapevole del fatto che non e’ detto che verra’ ricambiata la buona volonta’….

    Leggo un commento di

    tormurmilla

    sa molto di manata sulla spalla…ma potrei sbagliarmi, e in ogni caso se anche fosse, tutto sommato va bene lo stesso ma,
    sono abbastanza sicuro che tormurmilla ha qualche problema con flash….e davanti a certi lavori rimanga del tutto etranea senza capire nemmeno da lontano come “entrarci”
    mentre con del normale css o osservando un cms si sente quasi…a casa o comunque in grado di “capire”.

    Mi piace usare esempi quando il chiacchierio potrebbe essere scambiato per “critica” , e quindi ne metto uno al volo ,ovviamente mi guardo bene dall’usare esempi personali e ci mancherebbe …
    :

    http://voicethread.com

    e’ in flash…..prevalentemente in flash ,home compresa.

    penso che ci siamo capiti…o perlomeno spero….
    ———-
    Del resto quell’accenno al 56k come parametro da tenere in grandissima considerazione ancora oggi….
    mi lascia un filo attonito….
    verissimo che una famiglia su tre in Italia non ha ancora un’adsl
    ma mi sembra sconcertante non considerare il successo planetario (gradito o no e’ altro discorso ) di siti come Youtube e simili, e derivati, e sono tanti, e tutti di grandissimo successo…..e quello e’ davver successo….

    FORSE potrebbero suggerire un tipo di riflessione diversa ?

    Dice :
    si sta affermando il “web facile”,
    ma esattamente cosa intende?
    Myspace?
    Bhe’ anche li non direi che il 56k ha significato o significhi molto em em…..

    Possibile un esempio ?(visto che mi pare che la teoria sia condivisa dal blogger che ha lanciato l’articolo tra l’altro )

    Non intendera’ mica il dilagare di cose del tipo Worpress ??

    Spero di no…perche’ in quel caso l’aspetto “squisitamente” tecnico e’ di gran lunga a favore di una facile realizzazione del concetto di DARE che mi pare al centro dell’articolo che stiamo commentando…
    e…chiedo scusa, ma non vorrei essere frainteso….
    non ci vuole molto ad individuare il taglio Worpress anche in questo blog
    SEPPUR stranamente ben mimetizzato (credit ) in fondo a destra con colorazione diciamo un peletto evasiva….
    ma ripeto non vorrei essere frainteso,
    non fa molto bello, ma potrebbe anche essere una scelta precisa del designer e team
    http://www.briangardner.com
    che ha concepito questo template (splendidamente customizzato ).

    No dai…certamente intende ben altro
    bhe’
    possibile qualche esempio ?
    In tal caso penso che il commento risultera’ gia’ un “rendere”….

    Buon proseguimento.

  5. Nicola added these pithy words on 9 luglio 2008 | Permalink

    ciao Blugo e grazie per il tempo che ci hai dedicato!

    il tuo ps spiega bene il mio concetto di dare: hai letto il post, ti ha interessato e ti ha spinto a scrivere un commento di “confronto”

    in questo caso, un successo :-) bella la tua domanda: per me il successo si lega all’obiettivo del sito. Vendere, farsi conoscere, nutrire il proprio ego, hobby o svago: i motivi possono essere tanti, gli obiettivi idem.

    è vero, un mix è piuttosto banale e l’importante è avere le idee chiare su dove si vuole arrivare.
    Webpassion è nato per farci conoscere (come web agency), per stimolare dialoghi (come questo), perchè crediamo molto nei weblog.

    C’è un range di visite da raggiungere? Si, ci sono dei numeri che si usano per capire come procede il cammino.

    In verità coi clienti ragiono in termini di “azioni” (preventivi/vendite/richieste informazioni) più che di visitatori: quante richieste in un mese? quante vendite? Chiaro che non esiste uno standard: ogni azienda ha il suo vissuto e i suoi plan da rispettare.

    capisco il tuo concetto di scambio, ed è corretto, ma parto più a monte: dare. dare è il primo atto, se poi tu (in senso generico) scambi con me allora il processo continua e cresce.

    qui rischiamo di passare su un piano filosofico/ermeneutico.

    trovo molto interessante comunque la tua riflessione in merito.

  6. Nicola added these pithy words on 9 luglio 2008 | Permalink

    le critiche intelligenti sono sempre le benvenute :-) flash, cms, blog, css: sono tutti aspetti strumentali, hanno la stessa dignità (ci mancherebbe!) e sono legati agli obiettivi di chi mi chiede un sito.
    a ciascuno offro la soluzione più adeguata.

    non credo in un web facile/difficile sinceramente.
    c’è un web utile, bello, efficace (criteri peraltro personali, è chiaro)

    sono d’accordo con tormurmilla quando nota che in tanti si proclamano webmaster/designer/guru “smanacciando” codice qua e là.
    la professionalità si esprime diversamente.

    webpassion usa (con molto piacere) wordpress perchè è quello che ci serve e grazie a mister Gardner e al suo template :-)
    dici che i credits siano celati? oh no, nessuna mimetizzazione, anzi. non c’è nulla da nascondere in merito :-) altrimenti avremmo semplicemente tirato via tutti i riferimenti all’autore

    vado un pò fuori dal discorso, ma una discussione simile l’avevo fatta con un collega in materia di open source/codice proprietario. Lui optava sempre per il codice proprietario, io invece gli ho fatto notare che scelgo in base al cliente che ho davanti. non mi precludo strade: idem con i vari “linguaggi” (usato in modo improprio) del web.

    gran bel confronto, grazie :-)

  7. Blugo added these pithy words on 9 luglio 2008 | Permalink

    Ciao
    non ho scritto celati
    diciamo poco in evidenza…ma e’ solo un dettaglio e ha portato l’attenzione dove mi auguravo…o quantomeno ha aperto ad altri orizzonti.

    La vedo anche io cosi..
    fino ad un paio d’anni fa poteva essere motivo addirittura di poca professionalita’
    l’usare un codice non “proprietario”
    oggi spesso e’ solo questione di ignoranza o mancanza di cultura web.

    L’impianto di Worpress,oggi…
    ha poco da invidiare anche a molti suoi simili dell’ambito professionale, e pensare di scrivere ex-novo qualcosa del genere non e’ solo questione di capacita’ e conoscenze, ma anche di costi decisamente assurdi, essendoci la possibilita’ di sfruttare, e in modo anche elegante cio’ che il mercato offre .

    Se si conosce abbastanza php e’ possibile customizzare il template anche nelle sue funzioni…(non certo solo nella grafica ) e adattarlo perfettamente alle esigenze piu’ disparate.

    Oggi il punto non e’ piu’ il “web facile”,
    ma la conoscenza il piu’ approfondita possibile di cio’ che offre il mercato ,applicazioni comprese, caratteristica che sembra mancare non poco agli operatori anche professionali del web..

    Un esempio per tutti tra i migliori :

    Animoto.

    Nella versione pro consente di ottenere materiale che puo’ diventare “proprietario” (sara’ la strada del futuro per molte applicazioni on line ? ) con pochi click e risultato piu’ che soddisfacente da qualsiasi punto lo si analizzi.

    Penso che sia poco professionale non tener conto che esiste la possibilita’ Animoto,per quel tipo di esigenze ovviamente,
    e soprattutto non sia affatto ne professionale ne tantomeno elegante far finta di non sapere che esiste con il cliente…con conseguenze poco delicate sui costi di produzione….
    anche perche’ prima o poi puo’ succedere che il cliente lo venga a sapere …
    non sto parlando del caso in cui gli si propone qualcosa di simile, ma di completamente “proprietario”
    ,ma del fatto che il cliente venga a sapere che si poteva ottenere,senza alcun marchio di fabbrica estraneo (versione pro ) a pochi dollari.

    A me e’ capitato di recente di prendere in mano la gestione di un sito il cui impianto e’ una copia ,mal fatta tra l’altro…di un Worpress….
    Sito aziendale costato una montagnetta di soldi….
    Davvero imbarazzante….
    sinceramente non so che immagine giocoforza far risultare di chi a suo tempo (un anno fa ) ha venduto il pasticcio…
    ignornza
    disonesta’
    pochezza di vedute
    limiti personali?
    Davvero imbarazzante anche perche’ il cliente praticamente cerca e ha bisogno proprio di tutto cio’ che Worpress gli offre con molte e serissime garanzie…
    mha….

    Buon proseguimento.

    ps
    Ottimo davvero questo blog e modo di porsi.
    Direi anche piouttosto raro nel panorama Italiano.

  8. Nicola added these pithy words on 10 luglio 2008 | Permalink

    pochezza di vedute, scarsa curiosità o voglia di aggiornarsi, imposizioni commerciali: i limiti possono essere tanti.
    e tutti fortemente sbagliati.

    certamente la professionalità nel nostro settore è un’altra cosa.

    complimenti a parte, spero di risentirci per nuovi scambi di opinione.

  9. Benedetto added these pithy words on 11 luglio 2008 | Permalink

    Ciao sono daccordissimo con Blugo sono un internauta un programmatore un esperto di grafica cmq tutto quello che riguarda l’informatica , ultimamente ho letto un libro su l’usabilità dei siti e dei blog ho raccolto più informazioni che potevo riguardo all’argomento e vi assicuro che non è dare ma è aiutare chi è in dificoltà.
    ciao a presto

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